La Mort

La Mort
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Published by:
1977 (first published 1966)
Category:
Number of pages:
474 pages
Rating:
4.24

E' un testo per persone riflessive, costanti, resistenti, ma non necessariamente preparate in filosofia (la conoscenza del greco può aiutare, viste le numerose citazioni - anche se la loro non comprensione non impedisce la comprensione del testo in generale). Il tema è esplicito: J. cerca di pensare tale elemento, la morte, analizzandolo da ogni lato, da ogni prospettiva. E' come una sorta di fortezza inamovibile e J., in quanto stratega, prova tutte le tattiche necessarie per scalfirla e penetrarla. Ma non si può entrare. L'intero testo mostra questo avvicinarsi alla morte, senza mai coglierla del tutto.

Noi umani possiamo solo esplorare l'alone che si forma intorno ad essa, senza mai arrivare a toccarla. E' un limite inconoscibile e invalicabile, noi vivi restiamo sempre al di qua. All'inizio J. analizza le conseguenze esistenziali che derivano dalla conoscenza o meno della propria data di morte. A secondo di quale sia la nostra concezione sul momento della morte, la nostra vita cambia e con lei il nostro modo di agire. Nella seconda parte si analizza la morte in quanto attimo: istante che non può essere colto, banale perché capita a tutti, unico e solo perché ognuno vive la sua singolare e tragica morte. La morte è sempre un fatto straordinario perché coglie quel singolo uomo e allo stesso tempo normale, perché è un destino che spetta a tutti. Inoltre, qui J.

affronta delle riflessioni molto interessanti sul tempo: infatti, analizza il concetto di Irrevocabile. Il tempo anche se può porre rimedio alle cose, non potrà mai cancellare il fatto che le cose siano avvenute.

Si possono riparare i torti, riparare le cose, tornare a stati precedenti, ma mai cambiare il fatto che alcune deviazioni siano avvenute. Si può cambiare il fatto, ma non l'avvenimento del fatto. Questo mostra come il tempo sia qualcosa di irrevocabile, con il quale bisogna fare i conti anche se si riesce a porre riparo a certe situazioni. La memoria e le tracce restano lì a dirci che qualcosa è avvenuto, anche se adesso sembra essere tornato tutto come prima. Questo provoca i rimpianti, ma anche i dolci ricordi: si è vissuto e questa cosa nessuno la può cancellare, nel bene e nel male. Oltre che irrevocabile, il tempo è anche irreversibile: si è sempre destinati ad andare avanti e anche se le cose si ripetono uguali, saranno sempre ripetizioni e mai prime, condizionandone la natura e la percezione che si ha di esse. Nella terza parte, si riflette su tutti quei sistema che prevedono un al di là, un dopo morte. Per quanto consolatori, queste consapevolezze non cambiano il fatto della morte. La sua natura resta la stessa, nessuno può tornare indietro.

Eppure, la morte spiega il miracolo della vita: proprio perché un giorno non ci saremo più, la nostra esistenza ha un valore. Unico e irripetibile, l'intervallo tra nascita e morte di ciascuno individuo è un passaggio prezioso in questa esistenza. Nessuno potrà mai essere come nessun altro.

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